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20 marzo 2011 7 20 /03 /marzo /2011 18:24

Tanti anni fa, vicino a un grande fiume si trovava un bosco molto fitto. In questo bosco crescevano tanti tipi di alberi ma fra tutti si ergeva imponente una grossa quercia, la quale dava riparo e nutrimento a tanti animali e insetti.

Tra le sue fronde aveva fatto il nido una coppia di passeri, tornandovi per deporre le uova si accorsero che era già occupato da un grosso uovo che rischiava di far cadere il piccolo e leggero nido.

-: o santi numi! disse mamma passera di chi sarà questo uovo enorme!

-: non mi interessa! disse papà passero, abbiamo fatto il nido per le nostre uova e di chiunque sia ora lo butto a terra!

-: o no! ti prego! disse mamma passera, chissa quale sarà il motivo che ha spinto una mamma ad abbandonare il suo piccolo, con un po' di sacrificio faremo un altro nido quì vicino e chiedendo aiuto agli altri abitanti della quercia vedrai che riusciremo a farlo schiudere.

Quando si sparse la voce dell'uovo clandestino vi fu un via vai di animali e ognuno disse la sua: a me sembra un uovo di gallina disse uno scoiattolo o peggio di un falco, così quando si schiuderà saremo anche in pericolo, poi è così grosso come si potrà covarlo, chi ci starà sopra per scaldarlo, non certo voi o io disse la tortorella ai passeri.

Ci pensiamo noi dissero una coppia di scoiattoli, che era risaputo non avevano figli.

Fu subito un lavoro frenetico, il picchio aprì un foro nel ramo di lato al nido degli scoiattoli, vi trasferirono le loro provviste e a turno iniziarono a covare l'uovo.

Passarono i giorni, mamma passera aveva tre uova nel nido lì vicino e non si annoiava nell'attesa della cova perchè c'era sempre qualche animale che veniva a vedere il grosso uovo (ormai tutti lo chiamavano clandestino).

Un giorno si sentì un grande scricchiolio e tutti accorsero curiosi di vedere di che razza di uccello si trattasse.

Quando l'uovo si aprì, tutti rimasero allibiti nel vedere che si trattava di una piccola tartarughina; e adesso che facciamo? dissero tutti.

Forse ha bisogno di stare nell'acqua osservò qualcuno, comunque sia ora avrà fame disse quanlcun altro.

Mamma scoiattolo le portò una ghianda, ma tartarughina (così la chiamarono) non riuscì a mangiarla, allora il martin pescatore andò al fiume e prese un piccolo pesce che tartarughina gradì moltissimo; così la poverina che era spaventatissima nel vedere tutti quegli occhi che la fissavano, capì che non era lei il pranzo ma che tutti gli animali si preoccupavano di nutrirla.

Il martin pescatore portava i pesciolini, i passeri andarono nell'orto lì vicino a cogliere foglie di insalata tenerissima, i topolini portarono dei semi di girasole.

Tartarughina cresceva felice e viziata ma era molto curiosa e chiedeva sempre a papà scoiattolo cosa ci fosse lì sotto, visto che lei guardando giù non vedeva nemmeno la fine del tronco.

Passarono le stagioni, alcuni uccelli migrarono e quando arrivò l'inverno gli scoiattoli ospitarono tartarughina nella loro calda tana, il lago era ghiacciato, l'insalata nell'orto era sepolta sotto una coltre di neve e per tartarughina non c'era più cibo e deperiva ogni giorno di più.

I passerotti ormai sapevano volare ma con i genitori erano rimasti sulla grande quercia, non se la sentivano di abbandonare tartarughina e cercavano con ogni mezzo di non farla  morire di fame.

Nel  loro girovagare in cerca di cibo i passerotti andavano spesso sul davanzale della finestra di un bimbo molto bravo che si chiamava Davide, il quale lasciava sempre delle bricciole, così tornando al nido i piccoli avvertirono i genitori che forse avevano trovato il modo di salvare tartarughina;

dovevano riusciare a far venire Davide alla grande quercia e in qualche modo far scendere a terra tartarughina e sicuramente Davide trovandola si sarebbe preso cura di lei.

I passeri decisero di tornare sul davanzale di Davide e fargli capire che doveva seguirli.

Quando Davide sentì cinguettare gli uccellini corse subito sul davanzale per vederli perchè si trattava di un vero concerto, il loro comportamento era strano, cinguettavano e poi si alzavano in volo allontanandosi per qualche metro e poi tornavano e rifacevano la stessa cosa, Davide capì che volevano dirgli qualche cosa e li seguì sprofondando nella neve fresca fino alla grande quercia.

Papà scoiattolo che era di vedetta chiamò tutti gli altri animali disposti ad aiutare tartarughina, quando Davide arrivò sotto l'albero guardò in sù e vide topolini, scoiattoli, passeri infreddoliti e fra loro c'era una cosa rotonda che non capiva cosa fosse; papà scoiattolo disse a tartarughina di salire sulla sua schiena, questa operazione durò un po' e nel frattempo Davide si chiedeva cosa stesse succedendo, all'improvviso vide che lo scoiattolo scendeva velocemente saltando di ramo in ramo e posò sopra un grande sasso tartarughina che era basita dalla paura e si era ritirata nel suo guscio.

Il bambino in quel momento capì tutto, la tartaruga era ridotta male, la prese ,la portò a casa, la scaldò e la nutrì e ora che sono passati ormai tanti anni Davide è diventato un Dottore Veterinario e nel laghetto della sua tenuta e sulla grande quercia tanti animali trovano cibo e cure e fra loro c'è ancora una grossa tartaruga di 50 kg. che mangia beata della tenera insalata e Davide la guarda orgoglioso e pensa chissà quando smetterà di crescere Tartarughina?.

                     C.P.

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Published by fiabe e storielle per bambini - semplici ricette
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