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16 maggio 2011 1 16 /05 /maggio /2011 12:02

Nella campagna inglese un cavagliere galoppava in sella al suo destriero, si chiamava Smemori ed era il figlio del Conte Marcolino, doveva portare un messaggio al Conte Luchino per invitarlo alla festa di matrimonio della sorella Sofia.

Di solito i figli dei Conti non fanno i messaggeri, ma Smemori era particolare, lo chiamavano così perchè non aveva memoria.

Galoppò per un po', poi tirò le redini e si fermò, ci risiamo pensò il cavallo: - chi sono! dove sono! dove stò andando! e perchè? chiese ad alta voce, ma in mezzo all'inmensa vallata c'era solo lui e il suo cavallo che per fortuna conoscendo il problema del suo padrone, quando a questi venivano dati i messaggi, ascoltava e così sapeva esattamente dove andare.

Dopo due giorni arrivarono al castello del Conte Luchino, - chi va là? chiese la guardia, hoi bò! rispose Smemori, non lo sò!, chi cerchi? non lo sò! ripetè Smemori, da dove vieni? non lo sò ridisse; - abbassate il ponte c'è Smemori in visita gridò la guardia.

Il Conte Luchino gli andò incontro, buongiorno Smemori! hai fatto buon viaggio? sì!, hai visto la mia campagna com'è rigogliosa? - Smemori aveva imparato che alle domande alle quali non sapeva rispondere, doveva sempre dire sì!, e hai visto i miei mulini tutti in funzione?, sì rispose Smemori, e la Cattedrale l'hai vista, è quasi ultimata!.

Il Conte Luchino si massaggiò la barba e pensò dubbioso: - questo mi sà che è venuto a curiosare quanto è prospera la mia contea per valutare se potrà invaderla e conquistarla.

Erano anni che le due contee avevano firmato, dopo un lungo periodo di guerra, un trattato di pace, ma bastava un nulla perchè la tregua finisse e scoppiasse la guerra.

Dimmi Smemori, qual'è il motivo della tua visita? Smemori non ricordava che doveva consegnare l'invito e disse che aveva fame, si guardò attorno e si congratulò dei bei cannoni messi in difesa del castello, questo bastò al Conte Luchino per pensare che i suoi sospetti erano fondati.

Rifocillò Smemori e il suo destriero e diede loro un messaggio per il Conte Marcolino, dove diceva che "accertata la sua intenzione di interrompere la tregua, lo sfidava in battaglia in mezzo alla valle, chi avesse vinto avrebbe regnato su tutte due le Contee, il perdente sarebbe stato costretto all'esilio".

Smemori partì, galoppò per un po', poi si fermò : - chi sono? dove sono? dove stò andando e perchè? chiese ad alta voce, ci risiamo pensò il cavallo e lo condusse al castello di suo padre.

-chi va là? chiese la guardia, poi riconobbe il cavallo, abbassate il ponte! gridò mentre Smemori portava all'interno del castello il cavallo tenendolo per le briglie, questo che sapeva della minaccia scritta nel messaggio, lo sfilò dalla tasca e lo mangiò.

Sono anni borbottò il cavallo che mangio i messaggi, ma la ceralacca proprio non riesco a digerirla!!!.

                                         C.P.

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Published by fiabe e storielle per bambini - semplici ricette
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