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2 ottobre 2011 7 02 /10 /ottobre /2011 18:24

Manca un mese a Natale, nella sua cameretta Carletto sta scrivendo la lettera a Babbo Natale, quest'anno vorrebbe tre cose: la Playstation ultima generazione, un televisore ultrapiatto al plasma da mettere nella sua cameretta e delle scarpe firmate.

Il mattino dopo, riordinando la camera la mamma di Carletto trova la letterina e scuote la testa delusa, quelle richieste non le piacciono, Carletto si muove poco e sta diventando obeso, dovrebbe fare più attività all'aperto, quella sera decide di parlarne al marito.

Carletto frequenta la 1.a media, all'uscita da scuola si ferma su una panchina vicino ad un grosso albero, aspetta la mamma che va a prenderlo.

Quell'albero lo attrae in modo particolare, è molto alto e ha una fessura nel mezzo della corteccia che non aveva mai notato prima; ci entra, il terreno sotto i suoi piedi si apre e lui precipita.

Quando tocca il terreno è ancora dentro all'albero, esce ... non c'è la panchina, nè la strada e nemmeno la scuola alle sue spalle.

Vede un cortile e una casa e sotto il portico un uomo e tante biciclette rotte.

Ciao! lo saluta l'uomo benvenuto! -: venuto dove? dove mi trovo?

Questo è il mio crtile, questa è la mia casa e io aggiusto tutto, biciclette comprese!.

Ogni tanto questo albero mi manda un aiutante, e tu chi sei?

Mi chiamo Carletto e gli spiega cosa gli è successo.

-: non so che dirti figliolo, l'albero ogni tanto mi manda qualche ragazzino dal futuro, sta quì per un po', poi l'albero lo richiama e sparisce.

Ora sei nel 1955, tu da che anno arrivi? -: dal 2011.

-: bene diamoci da fare! ti farò conoscere la mia famiglia e dopo la cena e un buon sonno mi darai una mano col lavoro.

-: ma io devo andare a scuola! oggi è il 20 giugno sei in vacanza, se sarai ancora quì andrai a scuola a ottobre.

Carletto dormì un sonno profondo, quando si svegliò cercò la sveglia per vedere le ore, ma il comodino non c'era e nemmeno la sveglia, in compenso u gallo cantava poco lontano.

Carletto è triste non riesce a capire, gli viene da piangere, vuole la sua mamma, la sua casa e le sue cose, è quasi Natale cosa ci fa lì? e perchè?

Scende le scale di legno che scricchiolano e si trova in una grande cucina con mobili strani e una signora che gli dice -: dietro casa c'è una fontanella per lavarti e anche il gabinetto! e gli da dei vestiti per cambiarsi e un asciugamano.

-:Poi vieni a fare colazione!

-: bene figliolo, io mi chiamo Mario, questa è mia moglie Angela, lei è Sara mia figlia più piccola, i miei due figli Antonio e Andrea sono già al lavoro nei campi, in campagna ci si alza presto, si lavora al mattino perchè nel pomeriggio il sole scotta troppo e così si fanno lavoretti di riparazione.

Carletto mangia di gusto, il latte è buonissimo e la torta di frutta altrettanto buona.

Ora vieni con me! dice il Signor Mario vediamo cosa puoi fare!

Carletto è un ragazzo sveglio e impara presto a riparare le biciclette, sa dare da mangiare agli animali del cortile e prima di cena va con Sara a raccogliere more e lamponi per le favolose torte di zia Angela.

Con Sara si trova bene, è la sorella che ha sempre desiderato, le racconta del suo mondo, dei suoi giochi ultra moderni, Sara lo ascolta incantata, lei ha avuto solo una bambola di pezza e lui le parla di robot telecomandati.

Carletto però è convinto che lì si diverte molto di più, lui non si era mai arrampicato sugli alberi, nè corso a perdifiato giù da una collina e nemmeno nuotato nel canale.

E' inverno, Sara e Carletto vanno a scuola tutti i giorni a piedi, fanno due Km. all'andata e due Km. al ritorno; quando torna la primavera ci vanno in bicicletta e porta Sara sulla canna.

Finiti i compiti, aiuta zio Mario. Anche la nostalgia di casa si è attenuata ed ha deciso di godersi quel mondo e quella vita.

Un mattino molto presto stava andando in stalla per mungere Nerina la mucca quando passando davanti all'albero, si sentì attratto, era passato da lì tante altre volte e non era mai successo niente, ma ora l'attrazione è forte, posa il secchio e ci entra dentro, all'improvviso precipita, quando si ferma ed esce non c'è più il cortile di zio Mario ma la panca con la sua cartella e dalla strada sta arrivando la mamma.

-: non sono in ritardo vero? no! no!

Carletto pensa all'accaduto, ha conosciuto quelle persone, ha vissuto con loro tanto tempo, ha passato là l'estate poi la primavere e l'inverno, poi ancora l'estate e ora si trova al punto di partenza, come se fosse entrato ed uscito dall'albero in un secondo.

Giunto a casa va nella sua cameretta, si sdraia sul letto e pensa alle parole di zio Mario quando si sono conosciuti.

-: voi ragazzi ottenete tutto facilmente e non pensate mai ai sacrifici di chi lavora, non considerate le cose importanti della vita e questo è un modo per farvele capire e apprezzare.

Carletto capì,  prese la letterina e la stracciò, ne scrisse un'altra...

caro Babbo Natale per quest'anno desidererei tanto avere una bicicletta e con calma, magari prima del prossimo Natale una sorellina di nome Sara.

La diede alla mamma e le disse-: da domani non mi portare più a scuola, vado e torno da solo a piedi.

                                                  C.P.

                       

 

 


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Published by fiabe e storielle per bambini - semplici ricette
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commenti

Franco 11/24/2015 17:40

Ho apprezzato molto le favole di questa autrice, sono semplici ma nello stesso tempo danno lo spunto per spiegare ai bambini le giuste regole di comportamento.

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